Preghiera per il tempo di Quaresima: venerdì
4 aprile 2025
INTRODUZIONE
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca canterà la tua lode
Dio, fa’ attento il mio orecchio
perché ascolti la tua parola.
Le misericordie del Signore non sono finite
non sono esaurite le sue compassioni
esse sono rinnovate ogni mattina
perché grande è la sua fedeltà.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito santo
com’era nel principio, ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
INNO
Creatore d’ogni cosa buona
che chiami l’uomo all’esistenza
la tua memoria è nostra vita
e orienta noi al tuo Regno.
In questo tempo noi ti offriamo
la povertà dei nostri cuori
riconoscendo il peccato
noi invochiamo il tuo perdono.
Accogli chi dal lungo esilio
ricorda il Regno ed è nel pianto
nel bacio tuo rinascerà
chi in te ritrova il suo cammino.
A te è la gloria, Padre santo
nel Figlio tuo, perdono eterno
che per lo Spirito è vivente
in chi sospira redenzione.
SALMO 22
2 Dio mio, Dio mio
perché mi hai abbandonato?
lontane da te, mia salvezza
le parole del mio ruggito,
3 Dio mio, grido di giorno e non rispondi
di notte non c’è tregua per me.
4 Eppure sei tu il Santo
e presiedi le lodi di Israele,
5 in te hanno confidato i nostri padri
hanno confidato e tu li hai salvati
6 a te gridavano ed erano liberati
sperando in te non restavano delusi.
7 Ma io sono un verme, non un uomo
un rifiuto umano, disprezzato dal popolo,
8 chiunque mi vede mi schernisce
storce le labbra, scuote la testa:
9 «Si rivolga al Signore, lo liberi
lo salvi se davvero lo ama!».
10 Sei tu che mi hai tratto dal grembo
tu, mia speranza fin dal seno di mia madre
11 fuori dall’utero a te fui affidato
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
12 Non starmi lontano, l’angoscia è vicina!
nessuno che mi sia di aiuto,
13 mi circonda una torma di tori
mi accerchiano gli indomabili di Basan
14 contro di me spalancano le loro fauci
come un leone che sbrana e ruggisce.
15 Io sono come acqua versata
sono slogate tutte le mie ossa,
il mio cuore è cera fusa nelle mie viscere
16 la mia gola inaridisce come un coccio
la mia lingua si attacca al palato
tu mi deponi su polvere di morte.
17 Mi circonda un branco di cani
una banda di malfattori mi accerchia
ah! le mie mani, i miei piedi
18 posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi osservano e mi scrutano
19 tra di loro si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica tirano la sorte.
20 Ma tu, Signore, non starmi lontano
mia forza, vieni presto in mio aiuto
21 preserva la mia vita dalla spada
il mio unico bene dalle unghie del cane,
22 salvami dalle fauci del leone
dalle corna di bufali inferociti.
Tu mi hai risposto!
23 io annuncio il tuo Nome ai miei fratelli,
ti lodo in mezzo all’assemblea.
24 Voi, adoratori del Signore, lodatelo
glorificatelo, discendenti di Giacobbe,
veneratelo, discendenti di Israele.
25 Perché egli non ha disdegnato
né disprezzato l’umiliazione dell’umile
a lui non ha nascosto il suo volto
invocato da lui, lo ha ascoltato.
26 Tu ispiri la mia lode nella grande assemblea
mantengo i voti davanti a chi ti teme,
27 i poveri mangeranno e saranno saziati
loderanno il Signore quanti lo cercano:
«Il vostro cuore sia saldo per sempre!».
28 La terra si ricorderà e ritornerà al Signore
si prostreranno davanti a lui tutte le genti,
29 perché al Signore appartiene il regno
è lui che ha potere sulle genti.
30 Davanti a lui si prostreranno i potenti
si curveranno quanti scendono nella polvere,
ma io vivrò per lui.
31 Una discendenza servirà il Signore
si racconterà di lui alla generazione futura
32 al popolo che nascerà si annuncerà la sua giustizia
l’azione che lui ha compiuto.
EVANGELO
Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,46-52
In quel tempo 46giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Se vuoi leggi il commento a questo vangelo scritto da un fratello o una sorella di Bose
INTERCESSIONE
℟. Donaci la tua forza, Signore!
Signore Gesù, hai subito una morte ingiusta
per non aver rinunciato a denunciare il male:
insegnaci il coraggio della verità. ℟.
Signore Gesù, ti sei sottomesso alla croce
piuttosto che difenderti con la violenza:
aiutaci a restare miti e capaci di perdono. ℟.
Signore Gesù, non hai allontanato il calice della passione
per non contraddire la volontà del Padre:
non permettere che smentiamo la parola di Dio accolta. ℟.
Signore Gesù, hai accettato la croce
per non smentire l’amore fedele fino alla fine:
preservaci dal rinnegare la nostra vocazione. ℟.
Signore Gesù, ti sei lasciato annoverare tra i peccatori
piuttosto che separarti da noi uomini:
rendici santi e presentaci come tuoi fratelli al Padre. ℟.
ORAZIONE
Preghiamo:
Dio di amore,
nel deserto della prova,
nella notte della sofferenza,
nella solitudine e nel dubbio
gli uomini ti cercano
forse anche quando ti bestemmiano.
Noi ti preghiamo:
tu che nel Figlio amato
hai voluto vivere la nostra vita
e affrontare la nostra morte,
accorda a tutti noi la tua consolazione
e donaci di sentire la tua presenza.
– Amen.
PADRE NOSTRO
BENEDIZIONE
Benediciamo il Signore
– rendiamo grazie a Dio.
Il Signore vi conceda sapienza
e discernimento spirituale,
affinché siate forti e pazienti in tutto.
– Amen
Musica e testi:
Ecco il Signore viene, Edizioni Qiqajon
Salterio di Bose, Edizioni Qiqajon
La preghiera dei giorni, Edizioni Qiqajon